Sant’Arte, nato da un’idea di Pinuccio Sciola, giunge alla sua nona edizione trasformando, anno dopo anno, il paese natale dell’artista in un grande palcoscenico a cielo aperto. Il festival accoglie artisti visivi e performativi in dialogo con la comunità e i luoghi che hanno ispirato la visione di Sciola, dando nuova linfa al progetto del Paese Museo.
Dal 29 al 31 maggio 2026, a San Sperate, la Fondazione Sciola presenta il tema di quest’anno: Connessioni Urbane.
Performance, laboratori e incontri animeranno il festival, offrendo esperienze che mettono al centro relazione, scambio e costruzione di nuovi immaginari collettivi. Ogni iniziativa sarà pensata come uno spazio di attraversamento tra discipline, linguaggi e comunità, capace di generare connessioni reali tra persone, territori e visioni.
Il 2026 segna il decimo anniversario della scomparsa di Pinuccio Sciola, artista visionario che ha trasformato San Sperate in un museo a cielo aperto, dando voce alla pietra attraverso le sue celebri Pietre Sonore. Le sue opere, capaci di generare suono attraverso il contatto umano, rappresentano ancora oggi una riflessione profonda sul rapporto tra materia, memoria, percezione e comunità.
Sant’Arte 2026 nasce come un atto di memoria viva: non una semplice celebrazione del passato, ma un’occasione per interrogare il presente e immaginare il futuro, a partire dall’eredità culturale e umana lasciata da Sciola. In questo contesto si inserisce anche l’apertura della Casa Museo – Pinuccio Sciola, restituita alla comunità come spazio aperto, dinamico e partecipato, capace di custodire e trasmettere alle nuove generazioni la visione dell’artista.
Il tema delle “Connessioni Urbane” si sviluppa attorno all’idea di relazione e movimento: un percorso che parte dalla pietra, dal territorio e dal sottosuolo, per aprirsi verso nuove dimensioni culturali, scientifiche e internazionali. Il festival riflette così sul dialogo tra passato e futuro, tra radici e innovazione, mettendo in relazione arte, ricerca, spazio pubblico e comunità.
La Sardegna e San Sperate diventano simbolicamente luoghi di connessione tra dimensioni differenti: tra memoria e contemporaneità, tra cultura materiale e tecnologia, tra locale e globale. In questa prospettiva, l’arte si conferma non soltanto linguaggio estetico, ma strumento di ascolto, relazione e trasformazione collettiva.
Sant’Arte si propone quindi come una piattaforma culturale aperta, in cui esperienze artistiche, pratiche interdisciplinari e riflessioni sul territorio contribuiscono a costruire nuove forme di dialogo e partecipazione, riaffermando il ruolo della cultura come motore di crescita sociale e visione condivisa.
Direzione artistica
Andrea Granitzio
Direzione organizzativa
Tommaso Sciola