L’intimo canto dell’origine – Moni Ovadia

Il nostro Tempo non ha Tempo | 27-28-29 maggio 2022

L’intimo canto dell’origine – Moni Ovadia

Moni Ovadia foto di MariaPia Ballarino

SABATO 28 MAGGIO 2022

Ore 20:00

Giardino Sonoro – San Sperate

L’intimo canto dell’origine

Incontro con Moni Ovadia

 

Info biglietti di ingresso e prenotazioni:
+39 324 5875094

“La Sardegna deve dedicare all’arte di Pinuccio Sciola e a Pinuccio Sciola un’attenzione speciale perché quest’uomo è stato unico, dovremmo aspettare forse secoli perché compaia un altro Pinuccio Sciola. Non facciamoci trarre in inganno dalla facilità con cui consideriamo i nostri contemporanei minori, Pinuccio Sciola non è da meno di Pablo Picasso o di Leonardo Da Vinci, la Sardegna lo deve sapere, deve dare a sé stessa la chance di fare dell’eredità di questo artista incredibile, di questo uomo prodigioso, di questo essere umano di una bellezza totale e commovente, un’eredità da trasmettere ai suoi figli, ai bambini a tutti quelli che vengono in Sardegna la vostra terra magica unica nello spazio del mondo.

Attraverso Pinuccio Sciola fate capire la Sardegna.

Fate dell’arte di questo uomo una meta di confronto, di incontro, una meta di pellegrinaggio.”

Moni Ovadia

Moni Ovadia

Nasce a Plovdiv in Bulgaria nel 1946, da una famiglia ebraico-sefardita.

 

Dopo gli studi universitari e una laurea in scienze politiche ha dato avvio alla sua carriera d’artista come ricercatore, cantante e interprete di musica etnica e popolare di vari paesi. Nel 1984 comincia il suo percorso di avvicinamento al teatro, prima in collaborazione con artisti della scena internazionale, come Bolek Polivka, Tadeusz Kantor, Franco Parenti, e poi, via via proponendo se stesso come ideatore, regista, attore e capocomico di un “teatro musicale” assolutamente peculiare, in cui le precedenti esperienze si innestano alla sua vena di straordinario intrattenitore, oratore e umorista.

 

Filo conduttore dei suoi spettacoli e della sua vastissima produzione discografica e libraria è la tradizione composita e sfaccettata, il “vagabondaggio culturale e reale” proprio del popolo ebraico, di cui egli si sente figlio e rappresentante, quell’immersione continua in lingue e suoni diversi ereditati da una cultura che le dittature e le ideologie totalitarie del Novecento avrebbero voluto cancellare, e di cui si fa memoria per il futuro.