Paolo Floris – Gramsci spiegato a mia figlia

Il nostro Tempo non ha Tempo | 27-28-29 maggio 2022

Paolo Floris – Gramsci spiegato a mia figlia

Paolo Floris foto di Annaclaudia Sassi
Paolo Floris foto di Annaclaudia Sassi

DOMENICA 29 MAGGIO 2022

Ore 18:00

Museo del Crudo – San Sperate

Gramsci spiegato a mia figlia

Spettacolo di e con Paolo Floris

 

Musiche di Luca Cadeddu – chitarra
Pierpaolo Vacca – organetto

Lo spettacolo

Su Antonio Gramsci, il pensatore italiano più studiato e tradotto nel mondo, sono stati scritti centinaia di libri, ma quanti, nel paese e nella regione che gli ha dato i natali, ne conoscono il pensiero, le opere, la vita?

 

In effetti, la sua figura è poco conosciuta ai più. Di Gramsci di si parla poco anche a scuola e i giovani ne hanno, spesso, una conoscenza approssimativa se non per qualche riferimento ai racconti della sua infanzia in Sardegna o all’opera di narratore. Eppure è proprio a loro che bisognerebbe destinare i suoi insegnamenti più che mai attuali.

 

Paolo Floris ci prova con lo spettacolo di narrazione Gramsci spiegato a mia figlia affidando alla potenza comunicativa e coinvolgente del gioco teatrale, il compito di raccontare ai giovani la storia umana di Gramsci e i cardini fondamentali del suo pensiero.

 

Sulla scena scarna ed essenziale l’attore dialoga con Nina, il bambolotto di pezza che nella finzione teatrale ne rappresenta la figlia di sette anni. Partendo dalle domande incalzanti della bambina, con un linguaggio semplice e diretto, talvolta ironico, Floris ripercorre i momenti più significativi della vita di Gramsci dalla sua infanzia a Ghilarza agli anni della formazione, prima a Cagliari e poi a Torino; dall’attività giornalistica a quella di partito che lo condurrà in Russia, dove incontrerà l’amore; dall’elezione in parlamento fino alla persecuzione del regime mussoliniano e ai tristi anni del carcere in cui scriverà le Lettere e i Quaderni.

 

In parallelo, le risposte alle curiosità della bambina che stimolano lo spettatore a scoprire alcuni dei temi gramsciani più significativi: l’importanza dello studio e della cultura per il singolo e per la società, la differenza fra destra e sinistra, i rapporti fra le classi sociali e l’importanza dell’impegno individuale davanti alle ingiustizie.
In questo modo, dalla conversazione a tratti divertente, tra un padre e una bambina, si riscopre un Gramsci più che mai attuale e necessario a suggerire le risposte alle domande essenziali del nostro tempo: chi siamo, in quale direzione ci muoviamo e per quali valori viviamo.

Paolo Floris

Classe 1985, ha studiato recitazione a Roma presso Fondamenta – la Scuola dell’Attore in cui si diploma nel 2013.

 

All’esterno del percorso accademico ha frequentato percorsi formativi con: Giancarlo Sammartano, Ascanio Celestini, Marco Baliani, Julia Varley, Andrea Pennacchi, Andrea Pangallo, Luciano Colavero.

 

Studia il genere della narrazione teatrale frequentando, a Roma, il laboratorio permanente di teatro di narrazione diretto da GiancarloFares.
Dal 2015 si specializza nell’utilizzo, nella teorizzazione e nella messa in scena della maschera della commedia greca nuova con lecommedie plautine, elementi unici in tutta Italia.

 

A partire dal 2008 è protagonista di vari cortometraggi, lavora per la televisione e per il web, è interprete in numerose opere teatrali.Nel 2013 fa parte del cast del film L’ARBITRO, di Paolo Zucca, che viene presentato alle Giornate degli autori alla 70esima Mostra delcinema di Venezia. Nello stesso anno vince il primo premio al festival Cagliari Teatro in Corto con il corto teatrale IL MIOCOMPLEANNO e il primo premio al festival della drammaturgia italiana Schegge d’Autore con I LEONI NON SI ABBRACCIANO, per il quale riceve anche il premio speciale della giuria al festival Drammaturgica 2014 a Roma. Nel 2016 fa parte del cast della produzioneitalo-spagnola LOS OBJETOS AMOROSOS di Adriàn Silvestre.
Da Gennaio 2015 conduce laboratori di animazione teatrale e lettura espressiva nei vari ordini di scuole.

Collabora dal 2016 con l’associazione culturale Per Antonio Gramsci e gestisce un laboratorio teatrale sulla vita e le opere di AntonioGramsci.
Dall’incontro con Giacomo Mameli e Ascanio Celestini nasce, nel 2017, lo spettacolo STORIA DI UN UOMO MAGRO, presentato in prima nazionale all’Università Luiss Guido Carli di Roma; a maggio 2019 è andato in scena all’Università di Malaga, in Spagna, incollaborazione con la Società Dante Alighieri – Il mondo in italiano. Nel 2020 lo spettacolo è andato in onda sui canali social dellaSocietà Dante Alighieri – Il mondo in Italiano di Parigi e Montpellier in Francia.

Nel 2021, in occasione della Giornata della Memoria, è stato trasmesso contemporaneamente in 200 istituti scolastici in collaborazione con Il Memoriale della Shoah, La Società Umanitariae la Libreria Bocca di Milano.

 

Il 2019 è l’anno del debutto di GRAMSCI SPIEGATO A MIA FIGLIA, prodotto dalla Fondazione di Sardegna, l’associazione culturaleromana Malalingua, l’associazione culturale Per Antonio Gramsci e l’associazione Casa Natale Antonio Gramsci Ales.
Nei mesi di luglio e agosto 2021 è stato coordinatore del campo estivo NATURARTE, rivolto ai bambini dai 6 ai 12 anni.

 

Dal 2020 porta avanti il progetto culturale COSA RESTA DI UN UOMO che approfondisce il tema delle carceri in Italia, incollaborazione con l’associazione culturale Per Antonio Gramsci, la cooperativa sociale Il Samaritano onlus e l’associazione romana Abuon diritto.

 

Attualmente lavora con la compagnia romana Fondamenta Teatro e Teatri con la quale ha portato in scena le commedie Plautine IL CARTAGINESE (2015), IL PERSIANO (2015) e LA MOSTELLARIA (2016), la tragedia Euripidea ORESTE (2017), LE DONNE ALPARLAMENTO di Aristofane (2019) e BERT BRECTH STRASSE – INTERNO NOTTE da Bertold Brecth (2019), sotto la direzioneartistica di Giancarlo Sammartano; per la compagnia ha diretto TINGELTANGEL di Karl Valentin (2018), LA BAMBOLAABBANDONATA da Alfonso Sastre (2019), FORSE COL TEMPO, CONOSCENDOCI PEGGIO da Ennio Flaiano (2019) e PINOCCHIO (MAL) VISTO DAL GATTO E LA VOLPE di Andrea Camilleri e Ugo Gregoretti (2019).
Dirige il laboratorio di esercitazioni sceniche FONDAMENTA LEISURE presso Fondamenta – La Scuola dell’Attore.

 

È direttore artistico dell’associazione culturale Pane e Cioccolata.
Costante è il suo impegno nel teatro di narrazione, ha scritto diretto e interpretato ERA PARTITO PER FARE LA GUERRA (regia di Sara Valerio, 2014), UN UOMO MORTO È UN UOMO MORTO (2015), VALZER (2016), PUNTO E A CAPO (2020), LA CORRIERA PARTIVAALLE TRE (2020), UNA STORIA DELL’ARGIA (2022).
Vive e lavora tra Roma e Cagliari

Luca Cadeddu foto di Alessandro Di Felice
Pierpaolo Vacca foto di Alessia Zedde

Luca Cadeddu

Nato a Bauladu, in provincia di Oristano, inizia a suonare in tenera età e a debuttare nelle piazze dell’Isola con varie band isolane.

 

Nel 2009 entra a far parte del gruppo The Defiance, pubblicando il loro primo disco autoprodotto “From the Ink of our Skin” nel Dicembre 2012, un disco di dieci tracce che permette alla band di incrementare la propria attività live, di farsi notare nel circuito delle band emergenti isolane e di ottenere riconoscimenti con la vittoria di numerosi contest.

 

Negli anni che vanno dal 2013 al 2015 la band macina palchi e chilometri, improntando il proprio stile musicale su un terreno eterogeneo che miscela il punk rock con la folk music, i riff stoner con i ritornelli pop-rock; il tutto accompagnato da una live performance energica ed esplosiva che contribuisce a definire il sound delle nuove composizioni.

 

Nell’Aprile 2017 la band firma con la indie label italiana Seahorse Recordings per la pubblicazione del loro secondo LP dal titolo “Rise”, accompagnato da un lungo tour che ha toccato palchi in Sardegna e in Italia.

 

Nel 2020 attraverso lo pseudonimo di WhiteFang pubblica il disco d’esordio solista “Into the Woods”, firmato dalla label sarda Talk About Records e recensito per Sa Scena da Federico Murzi che lo definisce «un artista con molto da dire» capace «di saper usare al meglio tutti i suoi mezzi».

 

Per rubare due parole alla recensione della più importante rivista di musica indipendente d’Italia: «spazia dal folk-rock americano alla country music, mescolando elettronica ai suoni folk nostrani attraverso il racconto dei luoghi che ha vissuto insieme alle esperienze personali e di vita che diventano musica». Un «folk esistenzialista, al contempo malinconico e vitale».

 

Rockit, la più grande comunità di musicisti in Italia ha scritto: “anticipato dai singoli “Longing” e “Lucy”, questo long play si compone di otto tracce che dischiudono l’intento creativo del musicista di Bauladu nella sua globalità: l’influenza delle terre d’Irlanda è concreta e tangibile, come quando cammini nell’erba alta e lasci che il palmo della mano venga accarezzato dalla flora; il setting consueto del folk indipendente assiste ad un processo evolutivo che probabilmente in Italia stiamo colpevolmente rallentando, quando all’estero godono di ottimi riscontri artisti del calibro di Bon Iver e dei Fleet Foxes, con il più recente “Shore” (opera che trascende meravigliosamente il visivo ed il sonoro). WhiteFang dimostra di avere ben poco da invidiare agli alfieri di questo nu-folk, plasmando un’esperienza d’ascolto decisamente coerente ed al tempo stesso organica nelle impostazioni strumentali in bilico tra analogia e scorribande digitali.

 

Un album ponderato, composto e registrato con cura ed accompagnato da un progetto che trascende dalla promozione musicale per elevarsi a valorizzazione sociale e dialogo tra molteplici forme d’arte. Un’isola dimostra di essere più connessa di tanti altri luoghi geografici (e mentali) non circondati dal mare.”

Pierpaolo Vacca

Nato a Ovodda in provincia di Nuoro, allievo del maestro Peppino Deiana, debutta giovanissimo nelle piazze dell’isola, in rassegne, sagre e processioni. Nel 2004 entra a far parte del gruppo folkloristico Ovoddese Oleri, che accompagna tuttora.

 

Nel 2011 fonda i Folkaos, gruppo combat folk, con il quale si esibisce in
varie piazze e festival della Sardegna. Con la collaborazione dell’associazione “Lobas” frequenta vari festival di bal folk in giro per l’Italia, e non solo. Dal 2014, insieme al chitarrista e cantante Giuseppe Muggianu, porta avanti il progetto “In giro per canzoni”, spettacolo dedicato ai cantautori italiani. Dal 2018 presenta uno spettacolo in solo, progetto in cui la musica tradizionale sarda viene approcciata con uno stile personale caratterizzato dall’uso di effettistica elettronica.

 

Nel giugno 2019, partecipa al progetto Music@Work ideato e sviluppato dall’associazione Cherimus. Da una breve permanenza a Dakar nasce la formazione e la registrazione dell’album del gruppo Sardo-Senegalese “Gegò
Yegó”, formazione composta da Massimo Congiu, Francesco Medda (Arrogalla), Pape Ndiaye, Pape Ndiop e Kalsoum. Progetto che miscela la tradizione della Sardegna alle musiche e ai ritmi della tradizione Senegalese.

 

Nell’ottobre 2021 viene coinvolto da Paolo Fresu nel progetto teatrale prodotto dal Teatro Stabile di Bolzano, “Tango Macondo”, con regia di Giorgio Gallione, e da cui nasce un album chiamato appunto “Tango Macondo”, registrato per la TUK music, assieme a Paolo Fresu e Daniele Di Bonaventura.

Attualmente sta lavorando al suo primo album da solista.

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